sabato 12 gennaio 2013

Interpellanza – Il Municipio agisca nella legalità!

12 gennaio 2013
Onorevole signor Sindaco,
Onorevoli signori Municipali

Premessa
Lo scorso 20 dicembre 2012, il comune di Magliaso pubblicava sulla propria pagina internet un comunicato dal seguente tenore:
Su richiesta del sottoscritto primo firmatario, il segretario comunale precisava che l'aumento riguardava il rotolo di dieci sacchi dei rifiuti da 17l (passato da CHF 0.90 a CHF 1.10) e i rotoli da dieci sacchi da 35l (passato da CHF 1.00 a CHF 1.20). L'aumento segue le condizioni del mercato, mentre restano invariati i prezzi dei sacchi da 60l e da 110l.
Quanto alla necessità di una base legale (ordinanza municipale o semplice decisione municipale?), veniva precisato che il nostro comune si trova in fase sperimentale (verosimilmente ancora per l'anno in corso) e che il Municipio ha chiesto ed ottenuto la collaborazione fattiva da parte della popolazione per la sperimentazione del sistema di sacchi dei rifiuti ufficiali. In seguito, verrà modificato il Regolamento per il servizio raccolta ed eliminazione dei rifiuti del 18 dicembre 1996, con la fissazione dei prezzi nella relativa ordinanza municipale.
Precisiamo che sia il sistema sperimentale che la vendita a prezzi di mercato non vengono qui contestati.
Volendo approfondire la questione, in data 21 dicembre 2012 il sottoscritto primo firmatario ha preso contatto con la Sezione enti locali (SEL) del Canton Ticino e discusso con una giurista, la quale ha espresso la sua convinzione che la decisione di aumentare i prezzi dei sacchi dei rifiuti ufficiali avrebbe dovuto essere pubblicata mediante ordinanza municipale. Una sua assenza quindi, come nel caso presente, denota una mancanza palese di una base legale! Il ragionamento alla base di ciò è che, seppure non venduti a prezzi maggiorati, i cittadini sono tenuti ad acquistare unicamente i sacchi ufficiali per smaltire i loro rifiuti, pena una multa.
È risaputo che se un singolo cittadino può agire liberamente, purché la legge non disponga altrimenti, tale discorso non vale per un ente pubblico, tenuto ad agire solo se la legge glielo permette.
Rileviamo che la stesso discorso vale inoltre anche per i prezzi dei sacchi dei rifiuti ufficiali fissati all'inizio della fase sperimentale a fine 2011 e non precisati in un’ordinanza.
Al nostro Gruppo si è dunque posta la questione di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato entro 15 giorni dalla pubblicazione della decisione del Municipio, ferie giudiziarie escluse, per l'annullamento della stessa.
Con un gesto di buona volontà politica, nessun ricorso è stato inoltrato da parte nostra per i seguenti motivi:
  • È meglio cercare di risolvere i problemi “in famiglia”, considerato il fatto che per farlo occorre semplicemente che il Municipio inserisca la sua decisione in un'ordinanza. Questa soluzione eviterebbe un conflitto tra il nostro Gruppo e il Municipio, con relativo dispendio di tempo e risorse per entrambi.
  • Un ricorso, il cui accoglimento sarebbe stato certo, avrebbe portato all'annullamento della decisione di aumento dei prezzi e di fatto del sistema sperimentale stesso con la relativa statistica dei sacchi venduti, oppure ad un sistema sperimentale con i sacchi offerti dal Comune ai cittadini, invece che venduti. Tutto questo in attesa di una base legale.
  • Nel caso il Municipio non accogliesse le proposte contenute nella presente interpellanza, potremo sempre rivolgerci alla SEL affinché esso ottemperi ai suoi doveri, fissando i prezzi dei sacchi in una base legale e permettendo ai cittadini di esercitare i propri diritti.
Da ultimo, sottolineiamo che dal colloquio telefonico menzionato precedentemente è emerso che una fase sperimentale di così lunga durata sembra comunque poco giustificata.

Alla luce di questa premessa, avvalendoci della facoltà data dagli art. 66 LOC e 28 ROC, ci permettiamo quindi di sottoporre al lodevole Municipio la seguente

Interpellanza
  • Intende rimediare rapidamente all'assenza di una base legale in merito alla vendita dei sacchi dei rifiuti ufficiali, fissandovi un contenuto minimo, ovvero i prezzi, il luogo di vendita e il principio della contabilizzazione delle vendite a fini statistici?
  • Può dirci se i sacchi dei rifiuti ufficiali sono venduti a prezzo di costo o a prezzi di mercato? A quali fini viene utilizzato l'eventuale ricavo?
  • Per quale motivo il sistema sperimentale dura ormai da oltre un anno e raggiungerà probabilmente due anni? Un solo anno non sarebbe bastato per verificare l'efficacia del sistema nella lotta contro il "turismo del sacco"?

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.

Per il Gruppo Lega-UDC-Ind.

Luca Paltenghi
Marco Burkhard, Paola De Gaudenzi

Interpellanza – Informazione e trasparenza a favore del Cittadino

12 gennaio 2013

Onorevole signor Sindaco,
Onorevoli signori Municipali

Premessa
La salute di una democrazia si misura anche da quanto uno Stato è trasparente sulle proprie attività e da quanto la popolazione ne è informata. Vi sono accorgimenti che l’ente pubblico stesso, a qualsiasi livello, può prendere sulla sola base del buon senso, mentre per altre situazioni è la legge a prescrivere come agire.
A livello svizzero vi sono in vigore già da tempo la Legge e il Regolamento sul principio di trasparenza dell’amministrazione, mentre a livello cantonale vi sono finalmente in vigore dal 1° gennaio 2013 la Legge sull’informazione e sulla trasparenza dello Stato (LIT) e il relativo Regolamento (RLIT). La nuova legge è importante perché “sostituisce al principio della segretezza con riserva di pubblicità il principio della pubblicità con riserva di segretezza” (cf. www.ti.ch/trasparenza). Inoltre, “[l]e autorità informano la popolazione sulle loro attività ove sussista un interesse generale e non vi si opponga un interesse pubblico o privato preponderante”; “[l]’informazione dev’essere adeguata, chiara e rapida” (art. 5 cpv. 1 e 2 LIT).
La mancanza d’informazione e la conseguente assenza di controllo pubblico provocano malessere nella popolazione, borbottii più o meno giustificati, distaccamento dalla realtà locale, disinteresse verso la vita politica, antipolitica e interrogazioni o interpellanze che potrebbero essere evitate.
Attualmente, constatiamo che a Magliaso la popolazione è poco informata su quanto avviene a livello comunale, fatto salvo qualche volantino relativo a manifestazioni e alle informazioni pubblicate all’albo comunale o sul sito internet. Numerosi menu sul sito internet sono costantemente vuoti, tra i quali citiamo i menu “manifestazioni”, “comunicati stampa”, “mozioni”, “interpellanze”. Sui media capita raramente di leggere notizie concernenti Magliaso, nemmeno quando il Municipio presenta un preventivo, un consuntivo o un messaggio importante o quando vi è una seduta di Consiglio comunale, al contrario di altri comuni anche più piccoli. Il Cittadino più solerte può tenersi informato tramite il breve estratto delle risoluzioni delle sedute di Consiglio comunale e i messaggi municipali pubblicati per un certo tempo sul sito comunale (e all’albo, per le risoluzioni), ma quanti lo fanno realmente? Il Municipio sembra perseguire una strategia comunicativa pressoché nulla, non al passo con i tempi e con le odierne tecniche di comunicazione politica, ma piuttosto adatta ad un sistema feudale, dove i pochi decidono in gran segreto per tutti. Questa strategia sembra confermata anche da quanto annunciato nella seduta di Consiglio comunale del 19 novembre 2012, in cui il Municipio diceva di preferire “una divulgazione mediatica ‘di basso profilo’”, chiedeva ai presenti di ricordare la filosofia del “risolvere i problemi in casa propria” che darebbe sempre buoni frutti ed esortava a non rovinare la reputazione di Magliaso e a non contribuire “a far divenire i giornalisti dei giornalai”!
Una moderna strategia di comunicazione invece vuole che un ente pubblico informi ed interagisca in quanti più modi possibili con i propri abitanti (comunicati inviati ai media cartacei e online, sito internet, newsletter, bollettino comunale). Inoltre, il moderno concetto di “Open government” chiede che l’ente pubblico sia aperto e trasparente sulle proprie attività e sulla propria struttura e organizzazione, garantendo quindi un vero controllo pubblico sul suo operato, in particolare anche grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie.
Il concetto di “Open government” si sposa con la filosofia della LIT menzionata all’inizio della presente interpellanza. La legge, che si applica tra gli altri anche “alle Assemblee comunali, ai Consigli comunali e alle loro commissioni, ai Municipi e alle amministrazioni comunali” (art. 2 cpv. 1 let. d LIT), all’art. 5 cpv. 3 indica chiaramente che “[l]e autorità comunicano le loro informazioni attraverso i media”. Il RLIT precisa all’art. 4 che le autorità informano la popolazione e i media pubblicando “su Internet le informazioni sugli ambiti e sugli affari importanti che rientrano nella loro sfera di competenza” e pubblicano “al più presto su Internet i documenti ufficiali d’interesse generale o ritenuti importanti, se ciò non comporta un dispendio sproporzionato e la pubblicazione su Internet non è contraria ad alcuna disposizione legale”.
Nel nostro piccolo, il nostro Gruppo cerca di applicare questi principi di apertura e di trasparenza nella propria attività politica, informando la popolazione tramite i media e tramite un volantino già distribuito in un’occasione.
Anche per quel che concerne le commesse pubbliche, la legislazione in vigore richiede trasparenza. Infatti, l’art. 7 cpv. 3 della Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb) del 20 febbraio 2001 indica che “[i]l committente rende annualmente pubblica la lista delle commesse aggiudicate a invito o incarico con importi superiori a fr. 5’000.--".
Sottolineiamo infine che le richieste contenute nell’interpellanza non vogliono essere un aumento del carico di lavoro per l’amministrazione comunale; a ben guardare infatti, se fatte regolarmente, si tratta di semplici operazioni che richiedono pochi click del mouse o qualche decina di minuti a dattilografare sulla tastiera. Anche il dispendio finanziario è tutto sommato limitato.

Alla luce di queste considerazioni, avvalendoci della facoltà data dagli art. 66 LOC e 28 ROC, ci permettiamo quindi di sottoporre al lodevole Municipio la seguente


Interpellanza
  • Intende attivarsi per distribuire periodicamente in forma scritta (2-4 volte l’anno) a tutti i fuochi del comune un bollettino comunale e per inviare regolarmente una newsletter a chi si sarà iscritto tramite il sito comunale?
  • Intende informare regolarmente i media (e di riflesso il Cittadino) in merito alla presentazione dei principali Messaggi municipali (preventivi e consuntivi, investimenti principali) e alle decisioni del Consiglio comunale?
  • Intende tenere sempre aggiornato il sito comunale, con la pubblicazione in particolare delle seguenti informazioni (oltre a quelle già presenti oggi)?
    • Nominativi dei delegati delle commissioni e delegazioni giusta gli art. 68 e 69 ROC, dei delegati giusta l’art. 73 ROC e dei rappresentanti e supplenti nei Consorzi ed Enti
    • Interrogazioni presentate
      • Interpellanze, scritte e orali (attualmente menu sul sito comunale laconicamente vuoto)
      • Risposta del Municipio ad interrogazioni ed interpellanze
      • Mozioni (attualmente menu sul sito comunale laconicamente vuoto), relativi rapporti della commissione e rapporti preliminari del Municipio, Messaggio municipale
      • Rapporti delle commissioni del Consiglio comunale sui MM
      • Estratto delle risoluzioni del Consiglio comunale, senza che vengano cancellate dal sito dopo un certo tempo come avviene ora
  • Intende pubblicare online le informazioni relative all’avanzamento dei cantieri comunali e degli investimenti approvati (in particolare nome del cantiere/investimento, data d’inizio dei lavori, costi preventivati e credito approvato, stato d’avanzamento dei lavori e utilizzo del credito, data di chiusura, costo finale, eventuali ritardi o conclusione anticipata)?
  • Intende rendere pubblica annualmente la lista delle commesse pubbliche giusta l’art. 7 cpv. 3 LCPubb, ad esempio sul sito comunale e/o sul portale simap.ch (il sistema informativo delle commesse pubbliche in Svizzera), raggiungibile per gli interessati tramite un link dal sito comunale?
  • Vi sono altri aspetti dell’attività comunale, non a conoscenza degli interpellanti, che invece il Municipio pensa possano essere di pubblico interesse, nel pieno rispetto dei principi della trasparenza e dell’informazione?

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.

Per il Gruppo Lega-UDC-Ind.

Luca Paltenghi
Marco Burkhard, Paola De Gaudenzi

lunedì 19 novembre 2012

Mozione – Un programma d’occupazione all’ecocentro comunale

NB: la mozione è stata trasformata in interpellanza nel corso della seduta, in quanto il tema non è di competenza del Consiglio comunale e non può pertanto essere presentato quale mozione.
 
Magliaso, 19 novembre 2012


Premessa

Ricollegandoci alla nostra mozione “Migliorare la gestione e l’efficacia dell’ecocentro comunale”, depositata anch’essa in data odierna, e consci del fatto che un’estensione degli orari d’apertura dell’ecocentro comunale comporta un maggior impegno da parte degli operai comunali ed una maggiore incidenza sulle finanze comunali, riteniamo che vada quindi sostenuta una proposta alternativa, finanziariamente neutra e al tempo stesso socialmente utile.

Tale proposta prevede l’assunzione di personale avventizio mediante l’elaborazione di un programma d’occupazione, le cui modalità e dettagli vanno definiti in collaborazione con l’Ufficio delle misure attive del Canton Ticino (UMA). Secondo informazioni in nostro possesso, un programma occupazionale di questo tipo, in vigore in diversi ecocentri di comuni ticinesi, prevede l’impiego di minimo otto persone che, a rotazione e sotto la direzione di un operaio comunale, si occupano della gestione dell’ecocentro, della sua sorveglianza e dell’assistenza ai cittadini.
Con l’impiego di personale avventizio presso l’ecocentro, proponiamo anche la creazione di uno spazio all’interno dello stesso che venga dedicato al recupero, al restauro e alla rivendita di mobili usati e di ingombranti.

Alla luce di quanto precedentemente esposto, avvalendoci della facoltà data dagli art. 67 LOC e 29 ROC, ci permettiamo di depositate la presente

Mozione

Il Municipio è incaricato di elaborare in collaborazione con l’UMA un programma d’occupazione di personale avventizio presso l’ecocentro comunale, che si occupi della sua gestione e sorveglianza, dell’assistenza alla cittadinanza e del mercatino dell’usato presente al suo interno.

Per il Gruppo Lega-UDC-Indipendenti

Paola De Gaudenzi

Daniele Bernasconi, Marco Burkhard, Luca Paltenghi

Mozione – Migliorare la gestione e l'efficacia dell'ecocentro comunale

Magliaso, 19 novembre 2012
Premessa

Raccogliendo le varie opinioni della cittadinanza a proposito della gestione dell'ecocentro comunale, e facendo seguito alle proposte contenute nell’interpellanza “Voltare pagina nella gestione dell’ecocentro comunale?” del 30 ottobre 2012, i sottoscritti consiglieri comunali ritengono che sia giunto il momento di una seria analisi della sua gestione in modo da portare soluzione ai problemi e migliorarne l'efficacia.
Il tutto naturalmente deve partire dalle radici, ovvero dalle basi legali su cui esso si fonda. Se è vero che le Norme d'attuazione del piano regolatore secondo l'art 29 della Legge d'applicazione della legge sulla pianificazione del territorio (LALPT, non più in vigore) catalogano il centro di raccolta dei rifiuti vegetali tra le attrezzature d'interesse pubblico (AP-Comune), menzionando anche i centri di raccolta separata dei rifiuti domestici ancora presenti sul territorio comunale, il Regolamento per il servizio raccolta ed eliminazione dei rifiuti risale addirittura al 18 dicembre 1996 e naturalmente non parla dell'ecocentro inaugurato nel 2009. Quale esempio, segnaliamo che al suo interno si regola ancora la "raccolta lungo le strade pubbliche di tutto il materiale cartaceo proveniente dalle economie domestiche, dai negozi e dagli uffici". Siamo dunque nella situazione in cui un Regolamento ancora in vigore non corrisponde più alla realtà, mentre la realtà stessa non sembra essere codificata in dettaglio da nessuna parte, il che solleva non pochi interrogativi!
A nostro avviso, andrebbe valutata un'estensione importante dei giorni e degli orari d'apertura dell'ecocentro. Le motivazioni sono molteplici: un giorno d'apertura nei giorni feriali nel periodo invernale e due giorni nel periodo estivo, con l’aggiunta del solo sabato pomeriggio, costringono la popolazione, in particolare coloro che hanno un impiego, a vere e proprie acrobazie per sbrigare le faccende domestiche e di giardinaggio. Gli orari d'apertura attuali mal si conciliano con la vita professionale e privata dei cittadini che in settimana si trovano le porte sprangate già alle 18.30 e che il sabato devono attendere il pomeriggio per recarsi all'ecocentro, sacrificando quindi una giornata che potrebbe essere impiegata altrimenti. Chi invece dedica il sabato pomeriggio al giardinaggio, attendendo ad esempio che il prato o la siepe da tagliare siano più asciutti deve affrettarsi perché alle 17.00, anche in piena estate con il sole ancora alto nel cielo, l'ecocentro chiude. Ulteriori limitazioni sono date dai giorni d’apertura che cadono su un giorno festivo e che non vengono recuperati: quale esempio, citiamo il 1º agosto di quest'anno (mercoledì), che ha costretto chi ha fatto dei lavori in giardino al martedì a tenersi tutto in casa fino al sabato pomeriggio!
A supporto di tali argomentazioni, il nostro Gruppo ha fatto elaborare da un noto studio d’architettura una relazione tecnica, la quale porta diverse proposte di miglioria che possono essere usate quale base di discussione. Oltre alla già citata estensione degli orari d’apertura dell’ecocentro, segnaliamo le migliorie proposte nella raccolta delle plastiche non PET (oggi non possibile), la separazione dei vari tipi di vetro e lo smaltimento dei medicinali direttamente presso le farmacie e non all’ecocentro.
Riteniamo che l'occasione di una revisione del Regolamento per il servizio raccolta ed eliminazione dei rifiuti sia oggi particolarmente propizia, anche alla luce del fatto che il sistema sperimentale di sacchi ufficiali per i rifiuti domestici in vigore ormai da un anno dovrà passare presto o tardi al vaglio del Consiglio comunale per una sua regolamentazione definitiva.

Alla luce di quanto precedentemente esposto, avvalendoci della facoltà data dagli art. 67 LOC e 29 ROC, ci permettiamo quindi di depositate la presente

Mozione

Il Municipio è incaricato di elaborare una revisione del Regolamento per il servizio raccolta ed eliminazione dei rifiuti del 18 dicembre 1996, volta in particolare a codificare la presenza dell'ecocentro comunale, i suoi giorni e orari d'apertura incrementandone la frequenza e la durata d’apertura.

Per il Gruppo Lega-UDC-Indipendenti

Luca Paltenghi

Daniele Bernasconi, Marco Burkhard, Paola De Gaudenzi


Allegati:
Relazione tecnica di massima Ecocentro Magliaso, FBA Archittettura & Design SA, Savosa, del 7 ottobre 2012

martedì 30 ottobre 2012

Interpellanza – Voltare pagina nella gestione dell’ecocentro comunale?

Magliaso, 30 ottobre 2012

Onorevole signor Sindaco,
Onorevoli signori Municipali

Premessa

Al centro delle preoccupazioni del Gruppo Lega-UDC-Ind. di Magliaso vi è sicuramente la gestione dell’ecocentro comunale. Sollecitati da diversi cittadini del nostro Comune, abbiamo pertanto approfondito la tematica, in particolare in merito ai giorni e agli orari d’apertura ritenuti troppo restrittivi.
Ricordiamo che attualmente gli orari d’apertura sono i seguenti:
Periodo estivo:
• lunedì       dalle ore 15.00 alle ore 18.30
• mercoledì  dalle ore 15.00 alle ore 18.30
• sabato      dalle ore 13.30 alle ore 17.00
Periodo invernale:
• mercoledì  dalle ore 14.00 alle ore 17.00
• sabato      dalle ore 13.30 alle ore 17.00
A nostro parere, un giorno d'apertura nei giorni feriali nel periodo invernale e due giorni nel periodo estivo, con l’aggiunta del solo sabato pomeriggio, costringono la popolazione, in particolare coloro che hanno un impiego, a vere e proprie acrobazie per sbrigare le faccende domestiche e di giardinaggio. Gli orari d'apertura attuali mal si conciliano con la vita professionale e privata dei cittadini che in settimana si trovano le porte sprangate già alle 18.30 e che il sabato devono attendere il pomeriggio per recarsi all'ecocentro, sacrificando quindi una giornata che potrebbe essere impiegata altrimenti. Chi invece dedica il sabato pomeriggio al giardinaggio, attendendo ad esempio che il prato o la siepe da tagliare siano più asciutti deve affrettarsi perché alle 17.00, anche in piena estate con il sole ancora alto nel cielo, l'ecocentro chiude. Ulteriori limitazioni sono date dai giorni d’apertura che cadono su un giorno festivo e che non vengono recuperati: quale esempio, citiamo il 1º agosto di quest'anno (mercoledì), che ha costretto chi ha fatto dei lavori in giardino al martedì a tenersi tutto in casa fino al sabato pomeriggio!
Una soluzione per un’estensione degli orari d’apertura dell’ecocentro che non pesi sulle finanze comunali e che non aumenti il carico di lavoro degli operai comunali potrebbe essere l’impiego di personale avventizio, mediante la creazione di un programma d’occupazione, le cui modalità e dettagli andrebbero definiti con l’Ufficio delle misure attive del Canton Ticino. Con l’impiego di personale avventizio dedito solo alla gestione e alla sorveglianza dell’ecocentro, potrebbe nascere al suo interno anche uno spazio dedicato al recupero, al restauro e alla rivendita di mobili usati e d’ingombranti. D’altronde, in numerosi comuni ticinesi, programmi d’occupazione simili e “mercatini dell’usato” sono già prassi consolidata.

Alla luce di questa premessa, avvalendoci della facoltà data dagli art. 66 LOC e 28 ROC, ci permettiamo quindi di sottoporre al lodevole Municipio la seguente


Interpellanza
  • Condivide le preoccupazioni degli interpellanti relative agli attuali giorni e orari d'apertura ristretti dell'ecocentro comunale?
  • Ritiene che vi siano altri aspetti che vanno migliorati nella gestione dell'ecocentro?
  • Come valuta l'idea di assumere personale avventizio, mediante un programma d’occupazione, fornendo allo stesso tempo un servizio migliore alla popolazione e contribuendo, seppur in minima parte, alla riduzione della disoccupazione?
  • Come valuta l'idea di allestire in tal modo anche un "mercatino dell'usato" presso l'ecocentro?

Grazie per l'attenzione e cordiali saluti.

Per il Gruppo Lega-UDC-Indipendenti

Luca Paltenghi

Daniele Bernasconi, Marco Burkhard, Paola De Gaudenzi

mercoledì 17 ottobre 2012

Interpellanza – Sistema fognario a Magliaso: tutto in regola?

Magliaso, 17 ottobre 2012
Onorevole signor Sindaco,
Onorevoli signori Municipali

Premessa

La protezione delle acque e il sistema d’impianti e di canalizzazioni è codificato nel nostro comune nel Regolamento delle canalizzazioni del 20 gennaio 2003, in applicazione della legislazione federale e cantonale in materia.
Il succitato regolamento prevede che le acque meteoriche e quelle di rifiuto vengano smaltite separatamente, vieta l’immissione di acque meteoriche nel collettore per sole acque luride, nonché l’immissione di acque chiare in una canalizzazione per sole acque luride o miste. Possiamo presumere che ciò faccia seguito al concetto di separazione delle acque introdotto gradualmente negli anni ’90, volto ad uno smaltimento differenziato delle acque inquinate e non inquinate.
Da parte di alcuni cittadini ci è giunta la segnalazione di numerosi problemi in occasioni di forti piogge o temporali: alcune strade e cantine di abitazioni del paese vengono allagate a causa di canalizzazioni difettose. Ad essere toccata vi è anche la Residenza Rivabella, con tutti i disagi del caso per le persone ospitate. Ad aggravare la situazione vi è il fatto che non si tratta unicamente di acque chiare o meteoriche, bensì anche di acque luride, che dietro di sé lasciano poi una scia di bruttura e olezzo.
Anche nel messaggio municipale n° 300 riguardante i conti consuntivi 2011 si fa stato di “problemi di rigurgiti dalle caditoie delle canalizzazioni lungo un tratto di Via Ressiga” occorsi già nel 2011 e di interventi “per cercare almeno di ridurre la problematica”.
Sembrerebbe poi che in questa e in altre zone del comune non vi siano ancora distinzioni tra canalizzazioni per acque chiare e acque luride, con il risultato che le acque vengono poi scaricate nel lago in tre punti diversi (in Via Ressiga, Via Castellaccio e Via Bosconi) a pochi passi da luoghi dove bambini e adulti ignari fanno il bagno!

Alla luce di questa premessa, avvalendoci della facoltà data dagli art. 66 LOC e 28 ROC, ci permettiamo quindi di sottoporre al lodevole Municipio la seguente

Interpellanza

• È al corrente il Municipio che i problemi di rigurgiti fognari contro cui si è cercato di intervenire nel 2011 sono tutt’altro che risolti?
• In quali modi è intervenuto nel 2012 e intende intervenire in futuro non solo per cercare di ridurre la problematica ma per risolverla definitivamente?
• Corrisponde al vero che in alcune zone del comune vi sia un solo tipo di canalizzazioni che non separano acque chiare da acque luride, che finiscono poi in seguito nel lago?
• Se sì, intende intervenire rapidamente per evitare almeno l’immissione nel lago delle acque luride?

Grazie per l'attenzione e cordiali saluti.

Per il Gruppo Lega-UDC-Indipendenti

Luca Paltenghi

Daniele Bernasconi, Marco Burkhard, Paola De Gaudenzi


Allegati: Varie fotografie che testimoniano i problemi di rigurgiti fognari menzionati