Visualizzazione post con etichetta Videosorveglianza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Videosorveglianza. Mostra tutti i post

martedì 26 ottobre 2021

Mozione per la concessione di un credito di CHF 20’000.- per l’acquisto e la messa in funzione di un sistema di video sorveglianza mobile sul suolo comunale e fisso presso il nuovo comparto scuole nel territorio di Magliaso.


Egregio signor sindaco,

Gentile signora ed egregi signori municipali,

Gentili signore ed egregi signori consiglieri comunali,

 

I sottoscritti consiglieri comunali avvalendosi della facoltà concessa dall’art. 67 LOC, art. 29 ROC Magliaso, sottopongono la seguente mozione al consiglio comunale.

 

Orientazione:

Il nostro comune dista meno di 4 chilometri dal confine, tutto sommato il nostro appare come un paese tranquillo, benché la criminalità transfrontaliera e non, sia presente e attiva alle nostre latitudini.

 

Gli avvenimenti intercorsi però nella nostra realtà regionale / cantonale / nazionale, negli ultimi anni mostrano un’inclinazione ad un mutamento a situazioni più frequenti e con l’uso anche della forza fisica.

 

La pandemia ha accentuato purtroppo le situazioni di disagio e i divari sociali.

Il nostro comune deve accettare la sfida a rimanere un paese tranquillo e attrattivo, garantendo la sicurezza a tutti i suoi residenti, adoperandosi nel limite delle sue possibilità a fungere da deterrente per quanto riguarda i reati contro l’integrità delle persone, i reati contro il patrimonio e su questioni di decoro e ordine pubblico.

Per questo motivo riteniamo opportuno:


a) l’acquisto e la messa in funzione di un sistema di sorveglianza mobile 
    (stimati CHF 15’000.-)

b) dotare il futuro comparto scuole di un sistema di video sorveglianza 
    (stimati CHF 5’000.-)

 

Argomenti e vantaggi a favore della mozione:


1)    Possibilità di prevenire e reprimere episodi temporanei e localizzati (p. es. vandalismi presso l’asilo vecchio, littering, traffico parassitario, fungere da deterrenza durante eventi di grossa portata che portano un afflusso importante di persone nel nostro comune, ...);

2)    Dare un senso di sicurezza accresciuta ai cittadini mediante un apparecchio mobile e visibile (p. es. reati contro il patrimonio nei periodi estivi e invernali - vedi OP. PREVENA);

3)    Utilizzo di un mezzo comunque invasivo della privacy in maniera proporzionale, oculata e non discriminatoria (in confronto all’istallazione di postazioni fisse);

4)    Possibilità di noleggio ad altri enti in modo da alleggerire l'ammortamento della spesa, in caso di mancato utilizzo su suolo comunale (priorità suolo comunale);

5)    Essere i primi promotori attivi della sicurezza a livello comunale, in considerazione ai servizi / presenza / unità della PMO.

 

Basi legali e disposizioni particolari:


Quale base legale è utilizzabile il Regolamento comunale concernente la video sorveglianza sul territorio giurisdizionale del Comune di Magliaso del 22 dicembre 2014.

La regolamentazione sull'utilizzo è a discrezione del dicastero sicurezza e/o PMO, come pure l’ubicazione e la frequenza, vanno tenuti in considerazione gli avvenimenti e/o la situazione. 

Per concludere, si riterrà opportuno ubicare la segnaletica sulla presenza della video sorveglianza sulle vie di accesso del territorio comunale, alfine di non dover apporre / rimuovere suddetta segnaletica in base all’ubiazione dell’apparecchio mobile (come avviene p. es. a Caslano, Chiasso, ...).

 

Per RinnoviAmo Magliaso 

 

 

FERRARA Luca

PALTENGHI Dario

GERANIO Luca

BERNASCONI Daniele

venerdì 8 aprile 2016

Siamo alla frutta: vota lista 4! #InsiemePerMagliaso

Manca ormai poco al verdetto e, grazie al voto per corrispondenza i giochi potrebbero essere quasi fatti. Ma in un paese ogni singolo voto conta, per questo, per chi avesse ancora dei dubbi su quale lista votare per il Municipio e per il Consiglio comunale, proponiamo qui di seguito il discorso del nostro candidato al Municipio Luca Paltenghi pronunciato durante la serata pubblica del 18 marzo scorso, che riassume i temi per cui intendiamo batterci.

Buona lettura e buon voto! Vota lista no. 4, Lega-UDC-Indipendenti

Io sono impegnato in politica da otto anni e dopo aver ricoperto varie cariche a livello giovanile, anche sul piano nazionale, e aver respirato l’aria di Palazzo federale per alcuni anni, adesso che sono tornato a Magliaso stabilmente dopo aver fatto per una decina d’anni il pendolare, intendo portare il mio entusiasmo e le mie idee in Municipio. Di formazione sono giurista, recentemente ho conseguito il diploma di quadro dirigente degli enti locali, che è la vecchia scuola per segretari comunali, sono da quattro anni in CC, l’ultimo anno come presidente, mi candido ora con l’ambizione di essere eletto in Municipio.
In questi anni il nostro Gruppo si è battuto su varie tematiche, su alcuni temi le acque si sono mosse, su altri bisognerà ancora lavorare. Per questo, oltre a confermare almeno il gruppo di quattro eletti in CC, è importante riuscire a fare un seggio in Municipio.
Alcuni passi avanti in questi anni sono stati fatti nel rispettare le leggi superiori, grazie a nostre interpellanze: ad esempio finalmente ogni anno viene pubblicata la lista delle commesse pubbliche e dopo anni di illegalità, le telecamere all’ecocentro hanno la loro base legale in un regolamento comunale.
Per venire ai progetti concreti, ci siamo mossi circa un anno e mezzo fa con una mozione per un nuovo edificio scolastico: sul tema il Municipio ha emesso, neanche a dirlo, un preavviso negativo. Ma devo dire grazie ai miei quattro colleghi della Commissione della gestione che hanno condiviso l’idea di base e sviluppato una proposta di credito per uno studio pianificatorio per il comparto scuole/campo sportivo. Nei prossimi anni mi voglio impegnare affinché si proceda con la progettazione, perché l’edificio attuale ha 108 anni e non risponde più alle esigenze pedagogiche e della sicurezza.
Qui faccio un accenno alle finanze: il moltiplicatore va mantenuto al massimo al 75%. Nonostante la scuola sia un investimento importante, le finanze di Magliaso stanno molto bene e, senza voler entrare in discorsi troppo tecnici, possiamo affermare che il capitale proprio potrà coprire nei prossimi anni investimenti e ammortamenti da effettuare.
Un altro tema che ci sta a cuore è l’ecocentro: i giorni e gli orari di apertura vanno ripensati ed estesi, per essere più vicini alle esigenze della popolazione, soprattutto pensando a chi lavora fino a tardi e in settimana non riesce ad arrivare entro la chiusura alle 17 nel periodo invernale e alle 18.30 in quello estivo, dovendo così sacrificare il proprio sabato pomeriggio per recarsi all’ecocentro. Si può pensare ad un programma occupazionale, prendendo i classici due piccioni con una fava. Ci devono poi essere maggiori possibilità di separazione e riciclaggio dei rifiuti, ad esempio plastiche non PET. Non vanno imposti limiti massimi di quantitativo di vegetali da smaltire per i privati cittadini, diverso chiaramente il discorso per le ditte. Su questo tema a seguito di un nostro ricorso il Municipio ha rinunciato ad introdurre tramite ordinanza il limite di un metro cubo giornaliero per utente.
Tema importante e annoso è quello delle strade comunali che necessitano di manutenzione. Il marciapiede di Via Castellaccio va rivisto e asfaltato. Gli annosi problemi alle canalizzazioni vanno risolti. I transiti su Via Castellaccio e Via Fiume vanno limitati solo ai domiciliati a Magliaso e Caslano (con permesso di polizia come in Via Bosconi a Caslano) per evitare il traffico parassitario. Prima di costruire gimcane e nuovi dossi, che costano, vanno effettuati questi accorgimenti, con controlli di polizia regolari, perché anche la polizia Malcantone Ovest deve rispondere ai Comuni che la finanziano, tra l’altro Magliaso è seconda solo a Caslano in quanto a contributo (CHF 96mila all’anno). Polizia che dovrebbe controllare anche i transiti nelle zone 30, limite poco rispettato… e lo dico contro il mio stesso interesse dato che ho il piede pesantino!
Concludo con una considerazione generale: il Municipio dovrà comunicare di più con la popolazione, per es. con un bollettino informativo, che fanno anche comuni più piccoli, un sito internet dinamico e aggiornato e un’app per smartphone e tablet. Ci vogliono maggiore trasparenza, più momenti di scambio e luoghi d’incontro (biblioteca, attività culturali, parchi giochi rinnovati, dog park,…) e un maggiore sostegno alle attività presenti o da riattivare (penso al carnevale, a un mercatino di Natale o in un altro periodo, ad un aperitivo di inizio anno con le autorità, ad una festa del 1° agosto, eccetera).
Spero di avervi dato un’idea di quanto vogliamo promuovere: per più informazioni vi rimando al volantino del Gruppo che avete ricevuto a casa e che trovate sulle sedie, insieme al mio volantino personale, su cui troverete anche l’indirizzo del nostro sito internet.
Grazie per l’attenzione e buon voto!

martedì 23 dicembre 2014

Proposte di emendamento MM n° 318 – Regolamento sulla videosorveglianza

Di seguito, ecco due proposte di emendamento presentate dal nostro Gruppo al nuovo Regolamento in oggetto, proposto dal Municipio su nostra pressione, affinché il Comune si conformi alle regole del diritto superiore.
Purtroppo, durante la seduta di Consiglio comunale del 22 dicembre 2014, per pochi voti gli emendamenti non sono stati accolti, anche se hanno trovato un sostegno trasversale a tutti i partiti.
Gli emendamenti proposti sono quelli in rosso.


Art. 1

Omissis

2. La videosorveglianza può essere eseguita, nel rispetto dei principi di proporzionalità e finalità, nei seguenti luoghi sensibili e necessitanti di sorveglianza e protezione,

Omissis

Motivazione
In risposta all’interrogazione del 30 novembre 2013, il Municipio indicava di non escludere a priori di ampliare in futuro la videosorveglianza a luoghi sensibili quali il porto, la zona scuole/ex asilo, i futuri centri di raccolta rifiuti interrati, anche se non è nelle sue intenzioni e nelle sue priorità mettere il Comune sotto l’occhio del “Grande Fratello”. Questo vale per il Municipio attuale, ma non sappiamo se varrà per i Municipi che si succederanno in futuro. Scopo dell’emendamento è di rafforzare la protezione dei dati, obbligando l’eventuale Municipio che volesse installare nuove videocamere a dimostrarne la necessità e l’interesse pubblico, evitando che ad ogni angolo ci siano videocamere, il che non sarebbe proporzionale e lederebbe i diritti dei cittadini. Il principio di finalità obbliga inoltre l’autorità a far conoscere ai cittadini la cui sfera privata è violata dalla videosorveglianza, i motivi per cui è effettuata la raccolta dei propri dati.


Art. 3

Omissis

2. Le aree soggette a videosorveglianza, lo scopo e la base legale devono essere adeguatamente segnalati.

Motivazione
Vista la delicatezza del tema della videosorveglianza e la violazione del rispetto della vita privata del cittadino, come statuito anche dal Tribunale federale, l’emendamento propone di rafforzare il grado d’informazione del cittadino sul tema, indicando lo scopo (videosorveglianza dissuasiva) e la base legale (riferimento al Regolamento). Anche qui si tratta di rimarcare uno dei principi cardine della protezione dei dati, ovvero il principio di finalità.

lunedì 24 marzo 2014

Il "Mister dati" ticinese bacchetta il comportamento del Municipio di Magliaso!

Anche se di solito i Consigli comunali approvano senza patemi il principio della videosorveglianza, capita che in alcuni Paesi si accendano le telecamere senza aspettare la luce verde del Legislativo. È successo per esempio a Bissone, dove il Municipio l’anno scorso ha attivato un sistema al lido nonostante il regolamento fosse stato bocciato, o più recentemente a Magliaso, dove sono state posizionate tre telecamere all’ecocentro senza nemmeno interpellare il CC. 

L’uomo di vetro
Il caso di Magliaso offre uno spunto legato al dibattito di fondo sulla videosorveglianza, che vede la necessità da un lato di migliorare la sicurezza o l’ordine pubblico, dall’altro di garantire la privacy. Sollecitato da un’interrogazione di Luca Paltenghi, Daniele Bernasconi, Marco Burkhard e Paola De Gaudenzi, il Municipio ha spiegato di aver ritenuto prioritaria innanzitutto la protezione della propria struttura, che in quattro anni e mezzo le immagini registrate sono state visionate solo quattro o cinque volte per risalire ai responsabili di scorrettezze e che «nessuno, perlomeno chi non ha nulla da rimproverarsi, si è lamentato delle telecamere». L’ultimo – chi non ha nulla da nascondere non deve temere – è un argomento usato non di rado dai sostenitori della videosorveglianza, ma Albertini lo ritiene molto imprudente e lancia un appello. «Dicendo così – spiega il mister dati ticinese – si legittima o si autorizza di fatto chiunque a fare quello che vuole con le telecamere o altri sistemi di controllo, invece è importante che il cittadino sappia sempre valutare criticamente cosa è tollerabile e cosa no, cosa qualcun altro può fare con i dati che lo riguardano. Ricordiamoci che questa frase ha un’origine inquietante: è un po’ la riflessione che facevano i regimi totalitari quando chiedevano alla popolazione di essere molto trasparente nei loro confronti, facendo passare l’idea che chi non lo faceva era un cattivo cittadino. Da qui è poi nata la metafora dell’uomo di vetro».

Dal Corriere del Ticino del 24 marzo 2014

lunedì 10 marzo 2014

“I ritardi sono colpa di Lega e UDC”, Municipio dixit

Nel corso della seduta di Consiglio comunale di fine febbraio a Magliaso, sono stati affrontati alcuni temi su cui vogliamo informare compiutamente i nostri simpatizzanti.


Innanzitutto, vi è stata la discussione sul preventivo 2014 del comune, preventivo che il nostro Gruppo ha deciso di bocciare, dopo l’allestimento di un rapporto di minoranza da parte del nostro rappresentante in Gestione. I motivi non erano strettamente legati alle cifre, ma abbiamo ritenuto che fosse l’occasione di mettere sul tavolo alcune situazioni che non ci sono andate giù. Ne abbiamo quindi fatto una questione di fiducia verso il Municipio.


Vogliamo citare un paio di situazioni in cui il Municipio non ha rispettato la legge. Ad esempio, le commesse pubbliche assegnate su incarico o su invito superiori a CHF 5'000 non sono mai state pubblicate, anche se la legge è del 2001. Ci sono voluti due atti parlamentari del nostro Gruppo per giungere alla pubblicazione agli albi della lista 2012, quando già vi sono comuni che pubblicano quella del 2013. Ora vigileremo affinché anche sulle commesse 2013 sia fatta luce!


Un secondo esempio, riguarda la videosorveglianza comunale, attiva dal 2009 presso l’ecocentro senza alcuna base legale. Il nostro Gruppo ha quindi chiesto lumi tramite un’interrogazione: a denti stretti il Municipio ha ammesso la mancanza di un Regolamento, ma ci ha anche accusati di volere una base legale solo perché avremmo qualcosa da nascondere! Ora la videosorveglianza è stata disattivata ma, non pago, il Municipio ha annunciato che la riattiverà “con o senza base legale” nel caso dovesse constatare un aumento del deposito selvaggio di rifiuti.


Questi episodi incrinano la nostra fiducia verso il Municipio, dato che per chiedere al cittadino di rispettare la legge, dev’essere lui il primo a rispettarla!


Nell’ambito della discussione sul preventivo 2014, il nostro Gruppo ha proposto un emendamento ad una voce di spesa in modo da permettere di smaltire presso l’ecocentro anche le plastiche non PET. La maggioranza ha seguito il parere del Municipio, considerando la spesa troppo cara! La nostra proposta “verde” è stata sostenuta solo da un consigliere PPD, peccato!


Siamo stati accusati di proseguire nella nostra resa dei conti con il Municipio. Niente di più falso! Nei due esempi citati, il nostro Gruppo ha solo chiesto il rispetto della legge, mentre numerose sono state le nostre proposte concrete: più trasparenza e informazione al cittadino, progetto Easyvote per aumentare la percentuale di giovani al voto, estensione degli orari d’apertura dell’ecocentro. Purtroppo, abbiamo sempre sbattuto contro un muro! La riprova si è vista quando per giustificare la presentazione del preventivo 2014 in deroga ai termini di legge, ad un giorno dalla scadenza, il Municipio ha affermato che “se vi è un ritardo è colpa dei continui atti presentati dal Gruppo Lega-UDC”! Probabilmente, invece, va fatta una riflessione su un piccolo potenziamento dell’Amministrazione comunale.


A proposito di ecocentro, il Consiglio comunale ha poi bocciato la nostra mozione che chiedeva un aggiornamento del Regolamento dei rifiuti ed un’estensione degli orari d’apertura, in modo da venire incontro alle esigenze dei cittadini, specialmente quelli che lavorano e che durante la settimana non riescono a recarsi all’ecocentro negli attuali orari. Su questo tema, non escludiamo di rivolgerci direttamente ai cittadini, in modo da dar voce direttamente alle loro esigenze. Nessuno è stato poi in grado di spiegare cosa potrebbe succedere se i cittadini cominciassero a lasciare la carta a bordo strada una volta al mese per la raccolta, come prevede il Regolamento, invece di portarla all’ecocentro!





Gruppo Lega-UDC-Indipendenti Magliaso

lunedì 17 febbraio 2014

Rapporto di minoranza della commissione della gestione sul Messaggio municipale N° 313 per la presentazione dei Conti preventivi 2014

NB: ll rapporto di minoranza non è tanto attinente al preventivo, ma ci ha permesso di dire cosa non va a Magliaso.

Magliaso, 17 febbraio 2014

Signora Presidente,
signore e signori Consiglieri,

Innanzitutto è doverosa una premessa: il presente rapporto di minoranza non porta tanto sulle mere cifre presentate nei Conti preventivi 2014, ma pone piuttosto l'accento su certi aspetti, alcuni legati alle cifre ed altri no, per cui non si può accordare in questo momento al Municipio la necessaria fiducia per gestire e spendere i soldi dei cittadini.
Partendo da un aspetto che riguarda le spese, nella sua risposta del 13 febbraio 2014 in merito alla pubblicazione della lista delle commesse pubbliche, il Municipio sostanzialmente ha ammesso che quanto richiesto dall'art. 7 cpv. 3 della Legge sulle commesse pubbliche, ovvero che il Comune debba pubblicare annualmente la lista delle commesse pubbliche aggiudicate a invito o a incarico per importi superiori a CHF 5'000.--, non è stato messo in pratica “per nessun motivo particolare, se non quello che era un po' la prassi del 'così fan tutti' (o quasi)”. Poco importa qui se il Cantone sembrerebbe non aver fornito il programma informatico “Gesman” e se altri comuni si trovano nella stessa situazione: vi è una legge che va rispettata e per farlo è sufficiente una lista Excel completata man mano che vi è una spesa che rientra nei parametri previsti dalla legge per la pubblicazione. Per inciso, il programma informatico “Gesman” viene comunque tuttora utilizzato in altri comuni e sembrerebbe che possa essere richiesto al Cantone, naturalmente se l’investimento dovesse giustificarsi e non fosse sufficiente una tabella Excel. Il sottoscritto è a disposizione per fornire i nominativi dei funzionari cantonali a cui rivolgersi.
Si può certamente convenire sul fatto che la commissione della Gestione abbia avuto negli anni la possibilità di prendere visione di spese e mandati, ma la trasparenza sui mandati deve essere fatta in forma pubblica a tutti i 1'500 cittadini, non solo ai cinque membri della Gestione. Ora la lista 2012 verrà pubblicata, dopo che già era stata promessa nella seduta del 4 febbraio 2013, ma si è dovuto ricorrere ad una nuova interrogazione per giungere a questo risultato, quando già vi sono comuni che stanno pubblicando le liste del 2013!
Vi sono inoltre altri aspetti, non legati come detto al preventivo 2014 e alle cifre, quanto piuttosto alla gestione della “cosa pubblica” in senso più ampio da parte del Municipio. Il riferimento va in particolare alla videosorveglianza installata all'entrata dell'ecocentro comunale il cui principio, va sottolineato, non è contestato, ma che non gode però della necessaria base legale (Regolamento comunale). Per quasi cinque anni il Municipio ha lasciato questa situazione irrisolta, e poco importa se nessuno finora aveva sollevato obiezioni. Fa specie poi che nonostante l'illegalità manifesta della situazione, il Municipio annunci comunque di arrogarsi il diritto di riattivare la videosorveglianza, con o senza base legale, in caso di necessità! Ciò è palesemente contrario alla Legge sulla protezione dei dati personali e al principio di proporzionalità.
Un ulteriore aspetto, riguarda il persistere della fase sperimentale nel sistema di raccolta rifiuti, fase in cui vi è sì un sistema ben funzionante di sacchi ufficiali, ma in cui manca anche in questo caso una base legale, come a suo tempo già sollevato in un'interpellanza e confermato dalla Sezione degli enti locali, e ciò nonostante il fatto che si tratti di una fase sperimentale. Fase che tra l'altro sempre stando alle indicazioni del Municipio sarebbe dovuta durare due anni, fino al 31 dicembre 2013, ma che nei fatti persiste. Anche qui, si ribadisce che il sistema è condiviso, ma che per correttezza esso andava ancorato nella legislazione senza indugi, evitando l'incertezza giuridica attuale.
Per poter votare con serenità un preventivo, occorre riporre la necessaria fiducia nel Municipio, cosa che alla luce di queste considerazioni in questo momento non è possibile. Il presente rapporto vuole perciò servire per spronare il Municipio a migliorare questi aspetti, in modo che si possa in futuro tornare a dargli fiducia. È lecito attendersi da un Municipio che funga da esempio nel rispettare la legge, altrimenti difficilmente si è credibili se si chiede a tutti i cittadini di farlo. Solo a quel punto si potrà approvare Conti preventivi e consuntivi.
Essendovi comunque la necessità di garantire continuità nell’azione del Comune a beneficio dei cittadini, evitando di provocare ritardi anche in caso di non accettazione dei Conti preventivi, e non essendovi particolari osservazioni sulla fissazione del moltiplicatore così come proposto, invito comunque ad autorizzare il prelievo del fabbisogno 2014 mediante l’imposta comunale, con un moltiplicatore politico al 75%.
Questo rapporto vuole inoltre portare una proposta accettata sul principio in commissione e che si è comunque ritenuto di inserire nel presente rapporto. Ritengo di poterla proporre quale proposta di emendamento ai sensi dell'art. 38 cpv. 2 LOC. La proposta riguarda un miglioramento nello smaltimento delle plastiche non PET ed andrebbe a modificare quanto proposto al centro di costo 720 “Raccolta ed eliminazione rifiuti”, aggiungendo una voce di preventivo e riducendo verosimilmente gli importi di altre. Si ritiene ad ogni modo che questo emendamento sia marginale ai sensi della legge.
In concreto, si tratterebbe di aggiungere una voce di spesa per la raccolta e lo smaltimento delle plastiche non PET all'ecocentro, cosa che oggi non è possibile. Giova ricordare che in Ticino vi è almeno una ditta (Fratelli Puricelli SA di Riva San Vitale) che offre questo servizio, già in uso presso altri comuni e che anche Migros ha introdotto questa possibilità presso i propri centri vendita. Per rendere l'ecocentro più “eco” e dimostrare di essere sensibili alle questioni ambientali è opportuno introdurre questo servizio a Magliaso; invito pertanto ad approvare l'emendamento.

In conclusione, alla luce delle considerazioni espresse, vi invito perciò a risolvere come segue:

1. sono respinti i Conti preventivi per l'esercizio 2014 del Comune, dell'Azienda comunale acqua potabile e del Lascito Asilo infantile;
2. il Municipio è autorizzato a prelevare il fabbisogno 2014 del Comune mediante prelievo dell’imposta comunale;
3. il moltiplicatore d’imposta comunale per l’anno 2014 è fissato al 75%.

Con ogni ossequio.

Per la commissione della gestione (minoranza)
Luca Paltenghi

domenica 2 febbraio 2014

Replica alla risposta municipale del 31 gennaio 2014 sulla videosorveglianza

In seguito alla risposta a quest'interrogazione, una forte presa di posizione era necessaria.

2 febbraio 2014

Egregi signori,

Ho preso atto con un misto di soddisfazione e di sconcerto della vostra risposta del 31 gennaio 2014 in merito alla nostra interrogazione del 30 novembre 2013 sulla videosorveglianza in essere presso l’ecocentro comunale.
Soddisfazione da un lato perché il Municipio si è impegnato formalmente (con tanto di copia agli Enti locali e all’Incaricato cantonale della protezione dei dati) a presentare “prossimamente” un messaggio per l’introduzione di un regolamento comunale sulla videosorveglianza. L’auspicio è che questo avvenga davvero nel futuro prossimo, dato che la situazione va sanata urgentemente, e non si tentenni come in altri ambiti: si pensi al sistema sperimentale dei sacchi ufficiali, introdotto nel 2011 senza un’ordinanza e tuttora in vigore, nonostante i termini indicati dal Municipio siano scaduti il 31 dicembre 2013, oppure ancora alla mancata pubblicazione della lista delle commesse pubbliche, oggetto di un’interrogazione ancora pendente.
Lo sconcerto nasce invece dal fatto che piuttosto che limitarsi a quanto sopra, il Municipio è andato “un po’ lungo” accusando gli interroganti di voler mettere in discussione il sistema della videosorveglianza unicamente perché un membro del nostro gruppo è stato in passato multato per un deposito abusivo di rifiuti davanti all’entrata dell’ecocentro. Pur senza fare nomi, si viola il principio di riservatezza, gettando oltretutto sospetti contro tutti i membri del nostro gruppo. Inoltre, nella sua risposta il Municipio subdolamente insinua che chi non ha nulla da nascondere non si è mai lamentato della presenza della videosorveglianza. Tra i 1'500 abitanti di Magliaso non tutti hanno per forza le necessarie conoscenze giuridiche per sapere che una base legale sia necessaria in questo caso, conoscenza che invece ci si dovrebbe attendere da un Municipio. Come si è ben fatto notare, la risposta all’allora deputato Manuele Bertoli data del novembre 2009, ben prima che il sottoscritto venisse eletto in Consiglio comunale, e già allora il Municipio avrebbe potuto e dovuto attivarsi.
Occorre qui chiarire alcuni punti che il Municipio volutamente ignora. Il sottoscritto non è certo responsabile del comportamento dei simpatizzanti del gruppo, che se non rispettano le regole vanno senz’altro puniti. Aggiungo però che a mia conoscenza, chi ha preso la multa aveva segnalato che per motivi professionali non poteva per una decina di giorni recarsi all’ecocentro negli orari d’apertura ed aveva chiesto un’eccezione, non accordata dal Sindaco e dall’Ufficio tecnico. Il sacco di erba era poi stato volutamente depositato all’entrata dell’ecocentro.
Dal modesto punto di vista del sottoscritto, laureato in diritto, risulta poi alquanto problematico procedere ad una contravvenzione per deposito abusivo di rifiuti davanti all’ecocentro basandosi unicamente sulle immagini della videosorveglianza: ritengo molto probabile che un eventuale ricorrente si vedrebbe dar ragione poiché le prove della sua colpevolezza sono state raccolte in maniera illegale! Trovo perciò preoccupante sapere che il Municipio si arroghi il diritto di riattivare la videosorveglianza (“con o senza base legale”) in caso di aumento delle infrazioni, dimostrando spregio totale verso la legislazione cantonale e federale in vigore. Non è quindi chiaro come si faccia ad essere certi che la videosorveglianza sia ora effettivamente disattivata. Non è con queste minacce che si ottengono risultati, bensì con l’introduzione rapida di un regolamento. Minacce che peraltro sono completamente infondate, in quanto la nostra interrogazione non contestava affatto il sistema della videosorveglianza e ciò era ben specificato fin dal primo paragrafo (“un principio senz’altro condivisibile”).
L’unica volontà alla base del nostro atto è quella di rispettare la legge ed è sorta unicamente pochi mesi fa, dopo la lettura da parte del sottoscritto di un articolo di giornale in merito alla tematica. Prima effettivamente nessuno di noi aveva mai rilevato il problema. L’interrogazione era quindi una delle possibilità di risolvere il problema nell’interesse di ogni cittadino offerteci in quanto consiglieri comunali; se ciò dà fastidio al Municipio lo si dica chiaramente.
Concludo rinnovando l’auspicio di una rapida introduzione di un regolamento sulla videosorveglianza, purché equilibrato, rispettoso dei diritti del cittadino e conforme al principio di proporzionalità. In caso contrario, sarà mia premura ricontattare gli Enti locali, perché più che la necessità di controllare il cittadino, vi è la necessità di controllare l’agire del Municipio.

Con i migliori saluti.

Luca Paltenghi
Capogruppo Lega-UDC-Ind.
Primo firmatario dell’interrogazione

Cpc:
Dr. Michele Albertini, Incaricato cantonale della protezione dei dati, Bellinzona
Sezione Enti locali, Bellinzona

sabato 30 novembre 2013

Videosorveglianza comunale: quali le basi legali?

Magliaso, 30 novembre 2013

Onorevole signor Sindaco,
onorevoli signori Municipali,



Da qualche tempo l’ecocentro comunale è dotato di tre telecamere posizionate all’entrata dello stesso, presumibilmente quale deterrente al deposito selvaggio di rifiuti durante le ore di chiusura, un principio senz’altro condivisibile.

Dopo una verifica della legislazione comunale presente sul sito, che si presume completo, non abbiamo constatato la presenza di un Regolamento specifico sulla videosorveglianza, né la presenza di un semplice articolo in un altro Regolamento o Ordinanza.

A fine 2009, rispondendo all’interrogazione 317.09 dell’allora deputato socialista Manuele Bertoli e cofirmatari, il Consiglio di Stato indicava quanto segue in merito alla videosorveglianza:

  • Per essere lecita, la videosorveglianza deve fondarsi su una base legale. Generalmente è richiesta una legge in senso formale, quindi una normativa emanata dall'organo legislativo suffragata dal consenso democratico (diritto di referendum), che disciplini la materia perlomeno nei suoi elementi essenziali. Secondo questa impostazione, il principio della videosorveglianza a livello comunale dovrebbe quindi essere stabilito da un regolamento comunale, oppure fondarsi su una norma del diritto cantonale, di rango formale.
  • In caso di restrizione grave dei diritti fondamentali la base legale che regge la videosorveglianza dev'essere sufficientemente trasparente e precisa e indicare almeno gli elementi seguenti, riservata una loro puntualizzazione in sede di normativa d'applicazione:

         - lo scopo della videosorveglianza,

         - quale organo è responsabile dell'elaborazione dei dati,

         - l'oggetto, le modalità e i tempi della videosorveglianza,

         - l'indicazione se le riprese sono registrate e, in caso affermativo, la durata della 
           conservazione dei dati,

         - chi può utilizzare le videoregistrazioni, a quale scopo, a quali condizioni e in che 
           modalità, anche per quanto riguarda l'eventuale comunicazione delle informazioni a 
           terzi.

  • In caso di restrizioni non gravi dei diritti fondamentali può essere sufficiente inserire questi elementi in una normativa di rango inferiore alla legge, purché esista un riferimento (più o meno generico) in una base legale formale.

Nella stessa risposta del Consiglio di Stato, si riprendevano alcune considerazioni dell’Incaricato cantonale della protezione dei dati tra cui la seguente:

  • Per quanto riguarda i Comuni la situazione attuale può essere mantenuta, perché è conforme all'ordinamento costituzionale vigente: in virtù della competenza residua essi rimangono competenti in materia e, se intenzionati ad impiegare la videosorveglianza sul proprio territorio giurisdizionale, devono dotarsi di una specifica base giuridica formale, ossia di una disposizione in un regolamento comunale esistente o di un regolamento comunale ad hoc. In definitiva, si può concludere per lo statu quo, nel senso che non occorre una base legale quadro cantonale per risolvere la questione comunale.


Il Consiglio di Stato rilevava poi che circa una ventina di comuni erano all’epoca dotati di un sistema di videosorveglianza (ad oggi dovrebbero essere almeno una quarantina) e che non tutti si erano dotati di una base legale; esso si sarebbe però mosso tramite i servizi competenti per richiamare i comuni all’adozione di una base legale.

Il 25 gennaio 2010, Manuele Bertoli e cofirmatari presentavano un’iniziativa parlamentare generica volta all’introduzione nella legislazione cantonale di norme per la videosorveglianza negli spazi pubblici, pur mantenendo l’autonomia comunale. Allo stato attuale, tale iniziativa non è ancora stata evasa.

Le indicazioni provenienti direttamente dal Consiglio di Stato indicano chiaramente come anche a Magliaso sia opportuno che il sistema della videosorveglianza su suolo comunale sia retta da una base legale formale (Regolamento comunale), specificato poi da un’ordinanza

Giova ricordare che l’art. 6 cpv. 1 della Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) prescrive che “[i] dati personali possono essere elaborati qualora esista una base legale o se l’elaborazione serve all’adempimento di un compito legale”.


Alla luce di questa premessa, avvalendoci della facoltà data dagli art. 65 LOC e 27 ROC, sottoponiamo al lodevole Municipio la seguente



Interrogazione


1.  Su quale base legale si è fondato per l’introduzione della videosorveglianza all’ecocentro comunale?

2.  Se non si è basato su alcuna base legale, per quale motivo?

3.  Alla luce della risposta del Consiglio di Stato citata e della LPDP, intende dotarsi al più presto di un Regolamento comunale in materia?

4.  Ritiene utile l’introduzione della videosorveglianza anche in altri luoghi nel comune, nel rispetto comunque del principio di proporzionalità?



Ringraziando per l’attenzione, porgiamo cordiali saluti.



Per il Gruppo Lega-UDC-Ind.



Luca Paltenghi

Daniele Bernasconi Marco Burkhard Paola De Gaudenzi