venerdì 20 giugno 2014
lunedì 24 marzo 2014
Il "Mister dati" ticinese bacchetta il comportamento del Municipio di Magliaso!
Anche se
di solito i Consigli comunali approvano senza patemi il principio
della videosorveglianza, capita che in alcuni Paesi si accendano le
telecamere senza aspettare la luce verde del Legislativo. È successo
per esempio a Bissone, dove il Municipio l’anno scorso ha attivato un
sistema al lido nonostante il regolamento fosse stato bocciato, o più
recentemente a Magliaso, dove sono state posizionate tre telecamere
all’ecocentro senza nemmeno interpellare il CC.
L’uomo di vetro
Il caso
di Magliaso offre uno spunto legato al dibattito di fondo sulla
videosorveglianza, che vede la necessità da un lato di migliorare la
sicurezza o l’ordine pubblico, dall’altro di garantire la privacy.
Sollecitato da un’interrogazione di Luca Paltenghi, Daniele Bernasconi,
Marco Burkhard e Paola De Gaudenzi, il Municipio ha spiegato di aver
ritenuto prioritaria innanzitutto la protezione della propria struttura,
che in quattro anni e mezzo le immagini registrate sono state
visionate solo quattro o cinque volte per risalire ai responsabili di
scorrettezze e che «nessuno, perlomeno chi non ha nulla da
rimproverarsi, si è lamentato delle telecamere». L’ultimo – chi non ha
nulla da nascondere non deve temere – è un argomento usato non di rado
dai sostenitori della videosorveglianza, ma Albertini lo ritiene molto
imprudente e lancia un appello. «Dicendo così – spiega il mister dati
ticinese – si legittima o si autorizza di fatto chiunque a fare quello
che vuole con le telecamere o altri sistemi di controllo, invece è
importante che il cittadino sappia sempre valutare criticamente cosa è
tollerabile e cosa no, cosa qualcun altro può fare con i dati che lo
riguardano. Ricordiamoci che questa frase ha un’origine inquietante: è
un po’ la riflessione che facevano i regimi totalitari quando chiedevano
alla popolazione di essere molto trasparente nei loro confronti,
facendo passare l’idea che chi non lo faceva era un cattivo cittadino.
Da qui è poi nata la metafora dell’uomo di vetro».
Dal Corriere del Ticino del 24 marzo 2014
domenica 23 marzo 2014
Soddisfazione per l'adesione di Magliaso allo studio strategico “Malcantone Ovest”!
Il
Gruppo Lega-UDC-Indipendenti di Magliaso ha accolto con soddisfazione
l'adesione di Magliaso allo studio strategico “Malcantone Ovest”
promosso da un gruppo di lavoro capitanato dal Sindaco di Monteggio
Piero Marchesi e dalla Municipale di Croglio Mirja Andina.
Fin
dalla sua nascita, il nostro Gruppo ha posto tra i suoi cavalli di
battaglia l'approfondimento delle varie strade percorribili per
garantire un futuro di benessere ai nostri concittadini. Circa un anno
fa avevamo poi depositato una mozione per uno studio aggregativo,
preavvisata negativamente dal Municipio e dalla maggioranza della
commissione delle petizioni. A novembre 2013, alla luce della
pubblicazione del Piano cantonale delle aggregazioni, una nostra
interrogazione chiedeva al Municipio se non ritenesse almeno di aderire
allo studio strategico che alcuni comuni della regione stavano
progettando. Una prima risposta negativa era stata data dal Sindaco al Giornale del Popolo nei giorni seguenti.
Nel
frattempo, il nostro Gruppo aveva addirittura offerto il ritiro della
mozione in cambio dell'adesione allo studio strategico, proposta
anch'essa respinta dal Municipio.
In
seguito, l’adesione di tutti i comuni previsti dal PCA nel nuovo comune
“Malcantone Ovest” ha indotto il Municipio di Magliaso a rivalutare la
propria posizione, rispondendo quindi positivamente all'interrogazione
ed aderendo allo studio. Interrogazione in cui comunque Magliaso mette
le mani avanti, dicendosi di non sentirsi assolutamente vincolato da
qualsiasi risultato uscirà dallo studio. Nonostante ciò, riteniamo che
l'adesione allo studio fornirà importanti risultati su quale sarà la via
migliore da seguire.
Mantenendo
la parola data, il nostro Gruppo ha quindi ritirato la mozione per uno
studio aggregativo, ritenendo lo studio strategico più completo ed
opportuno per coinvolgere gli attori politici, economici nonché la
popolazione.
Oltre
agli interventi depositati in Consiglio comunale, ricordiamo che il
nostro Gruppo aveva organizzato nel corso del mese di ottobre 2013 una
riuscitissima serata dibattito con la presenza di rappresentanti
regionali e cantonali, in cui le posizioni dei cittadini presenti sono
state chiaramente favorevoli ad approfondire dei progetti aggregativi.
Siamo
sicuri che il lavoro svolto dal nostro Gruppo sulla tematica ha
contribuito al “cedimento” del Municipio; da parte nostra non mancheremo
di seguire da vicino l'evolversi dello studio e di intraprendere i
passi dovuti una volta che saranno pubblicate le sue conclusioni.
Lega-UDC-Indipendenti Magliaso
lunedì 10 marzo 2014
“I ritardi sono colpa di Lega e UDC”, Municipio dixit
Nel
corso della seduta di Consiglio comunale di fine febbraio a Magliaso,
sono stati affrontati alcuni temi su cui vogliamo informare
compiutamente i nostri simpatizzanti.
Innanzitutto,
vi è stata la discussione sul preventivo 2014 del comune, preventivo
che il nostro Gruppo ha deciso di bocciare, dopo l’allestimento di un
rapporto di minoranza da parte del nostro rappresentante in Gestione. I
motivi non erano strettamente legati alle cifre, ma abbiamo ritenuto che
fosse l’occasione di mettere sul tavolo alcune situazioni che non ci
sono andate giù. Ne abbiamo quindi fatto una questione di fiducia verso
il Municipio.
Vogliamo
citare un paio di situazioni in cui il Municipio non ha rispettato la
legge. Ad esempio, le commesse pubbliche assegnate su incarico o su
invito superiori a CHF 5'000 non sono mai state pubblicate, anche se la
legge è del 2001. Ci sono voluti due atti parlamentari del nostro Gruppo
per giungere alla pubblicazione agli albi della lista 2012, quando già
vi sono comuni che pubblicano quella del 2013. Ora vigileremo affinché
anche sulle commesse 2013 sia fatta luce!
Un
secondo esempio, riguarda la videosorveglianza comunale, attiva dal
2009 presso l’ecocentro senza alcuna base legale. Il nostro Gruppo ha
quindi chiesto lumi tramite un’interrogazione: a denti stretti il
Municipio ha ammesso la mancanza di un Regolamento, ma ci ha anche
accusati di volere una base legale solo perché avremmo qualcosa da
nascondere! Ora la videosorveglianza è stata disattivata ma, non pago,
il Municipio ha annunciato che la riattiverà “con o senza base legale”
nel caso dovesse constatare un aumento del deposito selvaggio di
rifiuti.
Questi
episodi incrinano la nostra fiducia verso il Municipio, dato che per
chiedere al cittadino di rispettare la legge, dev’essere lui il primo a
rispettarla!
Nell’ambito
della discussione sul preventivo 2014, il nostro Gruppo ha proposto un
emendamento ad una voce di spesa in modo da permettere di smaltire
presso l’ecocentro anche le plastiche non PET. La maggioranza ha seguito
il parere del Municipio, considerando la spesa troppo cara! La nostra
proposta “verde” è stata sostenuta solo da un consigliere PPD, peccato!
Siamo
stati accusati di proseguire nella nostra resa dei conti con il
Municipio. Niente di più falso! Nei due esempi citati, il nostro Gruppo
ha solo chiesto il rispetto della legge, mentre numerose sono state le
nostre proposte concrete: più trasparenza e informazione al cittadino,
progetto Easyvote per aumentare la percentuale di giovani al voto,
estensione degli orari d’apertura dell’ecocentro. Purtroppo, abbiamo
sempre sbattuto contro un muro! La riprova si è vista quando per
giustificare la presentazione del preventivo 2014 in deroga ai termini
di legge, ad un giorno dalla scadenza, il Municipio ha affermato che “se
vi è un ritardo è colpa dei continui atti presentati dal Gruppo
Lega-UDC”! Probabilmente, invece, va fatta una riflessione su un piccolo
potenziamento dell’Amministrazione comunale.
A
proposito di ecocentro, il Consiglio comunale ha poi bocciato la nostra
mozione che chiedeva un aggiornamento del Regolamento dei rifiuti ed
un’estensione degli orari d’apertura, in modo da venire incontro alle
esigenze dei cittadini, specialmente quelli che lavorano e che durante
la settimana non riescono a recarsi all’ecocentro negli attuali orari.
Su questo tema, non escludiamo di rivolgerci direttamente ai cittadini,
in modo da dar voce direttamente alle loro esigenze. Nessuno è stato poi
in grado di spiegare cosa potrebbe succedere se i cittadini
cominciassero a lasciare la carta a bordo strada una volta al mese per
la raccolta, come prevede il Regolamento, invece di portarla
all’ecocentro!
Gruppo Lega-UDC-Indipendenti Magliaso
lunedì 17 febbraio 2014
Rapporto di minoranza della commissione della gestione sul Messaggio municipale N° 313 per la presentazione dei Conti preventivi 2014
NB: ll rapporto di minoranza non è tanto attinente al preventivo, ma ci ha permesso di dire cosa non va a Magliaso.
Magliaso, 17 febbraio 2014
Signora Presidente,
signore e signori Consiglieri,
Innanzitutto è doverosa una premessa:
il presente rapporto di minoranza non porta tanto sulle mere cifre
presentate nei Conti preventivi 2014, ma pone piuttosto l'accento su
certi aspetti, alcuni legati alle cifre ed altri no, per cui non si può
accordare in questo momento al Municipio la necessaria fiducia per
gestire e spendere i soldi dei cittadini.
Partendo
da un aspetto che riguarda le spese, nella sua risposta del 13 febbraio
2014 in merito alla pubblicazione della lista delle commesse pubbliche,
il Municipio sostanzialmente ha ammesso che quanto richiesto dall'art. 7
cpv. 3 della Legge sulle commesse pubbliche, ovvero che il Comune debba
pubblicare annualmente la lista delle commesse pubbliche aggiudicate a
invito o a incarico per importi superiori a CHF 5'000.--, non è stato
messo in pratica “per nessun motivo particolare, se non quello che era
un po' la prassi del 'così fan tutti' (o quasi)”. Poco importa qui se il
Cantone sembrerebbe non aver fornito il programma informatico “Gesman” e
se altri comuni si trovano nella stessa situazione: vi è una legge che
va rispettata e per farlo è sufficiente una lista Excel completata man
mano che vi è una spesa che rientra nei parametri previsti dalla legge
per la pubblicazione. Per inciso, il programma informatico “Gesman”
viene comunque tuttora utilizzato in altri comuni e sembrerebbe che
possa essere richiesto al Cantone, naturalmente se l’investimento
dovesse giustificarsi e non fosse sufficiente una tabella Excel. Il
sottoscritto è a disposizione per fornire i nominativi dei funzionari
cantonali a cui rivolgersi.
Si
può certamente convenire sul fatto che la commissione della Gestione
abbia avuto negli anni la possibilità di prendere visione di spese e
mandati, ma la trasparenza sui mandati deve essere fatta in forma
pubblica a tutti i 1'500 cittadini, non solo ai cinque membri della
Gestione. Ora la lista 2012 verrà pubblicata, dopo che già era stata
promessa nella seduta del 4 febbraio 2013, ma si è dovuto ricorrere ad
una nuova interrogazione per giungere a questo risultato, quando già vi
sono comuni che stanno pubblicando le liste del 2013!
Vi
sono inoltre altri aspetti, non legati come detto al preventivo 2014 e
alle cifre, quanto piuttosto alla gestione della “cosa pubblica” in
senso più ampio da parte del Municipio. Il riferimento va in particolare
alla videosorveglianza installata all'entrata dell'ecocentro comunale
il cui principio, va sottolineato, non è contestato, ma che non gode
però della necessaria base legale (Regolamento comunale). Per quasi
cinque anni il Municipio ha lasciato questa situazione irrisolta, e poco
importa se nessuno finora aveva sollevato obiezioni. Fa specie poi che
nonostante l'illegalità manifesta della situazione, il Municipio annunci
comunque di arrogarsi il diritto di riattivare la videosorveglianza,
con o senza base legale, in caso di necessità! Ciò è palesemente
contrario alla Legge sulla protezione dei dati personali e al principio
di proporzionalità.
Un
ulteriore aspetto, riguarda il persistere della fase sperimentale nel
sistema di raccolta rifiuti, fase in cui vi è sì un sistema ben
funzionante di sacchi ufficiali, ma in cui manca anche in questo caso
una base legale, come a suo tempo già sollevato in un'interpellanza e
confermato dalla Sezione degli enti locali, e ciò nonostante il fatto
che si tratti di una fase sperimentale. Fase che tra l'altro sempre
stando alle indicazioni del Municipio sarebbe dovuta durare due anni,
fino al 31 dicembre 2013, ma che nei fatti persiste. Anche qui, si
ribadisce che il sistema è condiviso, ma che per correttezza esso andava
ancorato nella legislazione senza indugi, evitando l'incertezza
giuridica attuale.
Per
poter votare con serenità un preventivo, occorre riporre la necessaria
fiducia nel Municipio, cosa che alla luce di queste considerazioni in
questo momento non è possibile. Il presente rapporto vuole perciò
servire per spronare il Municipio a migliorare questi aspetti, in modo
che si possa in futuro tornare a dargli fiducia. È lecito attendersi da
un Municipio che funga da esempio nel rispettare la legge, altrimenti
difficilmente si è credibili se si chiede a tutti i cittadini di farlo.
Solo a quel punto si potrà approvare Conti preventivi e consuntivi.
Essendovi
comunque la necessità di garantire continuità nell’azione del Comune a
beneficio dei cittadini, evitando di provocare ritardi anche in caso di
non accettazione dei Conti preventivi, e non essendovi particolari
osservazioni sulla fissazione del moltiplicatore così come proposto,
invito comunque ad autorizzare il prelievo del fabbisogno 2014 mediante
l’imposta comunale, con un moltiplicatore politico al 75%.
Questo
rapporto vuole inoltre portare una proposta accettata sul principio in
commissione e che si è comunque ritenuto di inserire nel presente
rapporto. Ritengo di poterla proporre quale proposta di emendamento ai
sensi dell'art. 38 cpv. 2 LOC. La proposta riguarda un miglioramento
nello smaltimento delle plastiche non PET ed andrebbe a modificare
quanto proposto al centro di costo 720 “Raccolta ed eliminazione
rifiuti”, aggiungendo una voce di preventivo e riducendo verosimilmente
gli importi di altre. Si ritiene ad ogni modo che questo emendamento sia
marginale ai sensi della legge.
In
concreto, si tratterebbe di aggiungere una voce di spesa per la
raccolta e lo smaltimento delle plastiche non PET all'ecocentro, cosa
che oggi non è possibile. Giova ricordare che in Ticino vi è almeno una
ditta (Fratelli Puricelli SA di Riva San Vitale) che offre questo
servizio, già in uso presso altri comuni e che anche Migros ha
introdotto questa possibilità presso i propri centri vendita. Per
rendere l'ecocentro più “eco” e dimostrare di essere sensibili alle
questioni ambientali è opportuno introdurre questo servizio a Magliaso;
invito pertanto ad approvare l'emendamento.
In conclusione, alla luce delle considerazioni espresse, vi invito perciò a risolvere come segue:
1.
sono respinti i Conti preventivi per l'esercizio 2014 del Comune,
dell'Azienda comunale acqua potabile e del Lascito Asilo infantile;
2. il Municipio è autorizzato a prelevare il fabbisogno 2014 del Comune mediante prelievo dell’imposta comunale;
3. il moltiplicatore d’imposta comunale per l’anno 2014 è fissato al 75%.
Con ogni ossequio.
Per la commissione della gestione (minoranza)
Luca Paltenghi
domenica 2 febbraio 2014
Replica alla risposta municipale del 31 gennaio 2014 sulla videosorveglianza
In seguito alla risposta a quest'interrogazione, una forte presa di posizione era necessaria.
2 febbraio 2014
Egregi signori,
Ho preso atto con un misto di soddisfazione e di sconcerto della vostra risposta del 31
gennaio 2014 in merito alla nostra interrogazione del 30 novembre 2013
sulla videosorveglianza in essere presso l’ecocentro comunale.
Soddisfazione
da un lato perché il Municipio si è impegnato formalmente (con tanto di
copia agli Enti locali e all’Incaricato cantonale della protezione dei
dati) a presentare “prossimamente” un messaggio per l’introduzione di un
regolamento comunale sulla videosorveglianza. L’auspicio è che questo
avvenga davvero nel futuro prossimo, dato che la situazione va sanata
urgentemente, e non si tentenni come in altri ambiti: si pensi al
sistema sperimentale dei sacchi ufficiali, introdotto nel 2011 senza
un’ordinanza e tuttora in vigore, nonostante i termini indicati dal
Municipio siano scaduti il 31 dicembre 2013, oppure ancora alla mancata
pubblicazione della lista delle commesse pubbliche, oggetto di
un’interrogazione ancora pendente.
Lo
sconcerto nasce invece dal fatto che piuttosto che limitarsi a quanto
sopra, il Municipio è andato “un po’ lungo” accusando gli interroganti
di voler mettere in discussione il sistema della videosorveglianza
unicamente perché un membro del nostro gruppo è stato in passato multato
per un deposito abusivo di rifiuti davanti all’entrata dell’ecocentro.
Pur senza fare nomi, si viola il principio di riservatezza, gettando
oltretutto sospetti contro tutti i membri del nostro gruppo. Inoltre,
nella sua risposta il Municipio subdolamente insinua che chi non ha
nulla da nascondere non si è mai lamentato della presenza della
videosorveglianza. Tra
i 1'500 abitanti di Magliaso non tutti hanno per forza le necessarie
conoscenze giuridiche per sapere che una base legale sia necessaria in
questo caso, conoscenza che invece ci si dovrebbe attendere da un
Municipio. Come si è ben fatto notare, la risposta all’allora deputato
Manuele Bertoli data del novembre 2009, ben prima che il sottoscritto
venisse eletto in Consiglio comunale, e già allora il Municipio avrebbe
potuto e dovuto attivarsi.
Occorre
qui chiarire alcuni punti che il Municipio volutamente ignora. Il
sottoscritto non è certo responsabile del comportamento dei
simpatizzanti del gruppo, che se non rispettano le regole vanno
senz’altro puniti. Aggiungo però che a mia conoscenza, chi ha preso la
multa aveva segnalato che per motivi professionali non poteva per una
decina di giorni recarsi all’ecocentro negli orari d’apertura ed aveva
chiesto un’eccezione, non accordata dal Sindaco e dall’Ufficio tecnico.
Il sacco di erba era poi stato volutamente depositato all’entrata
dell’ecocentro.
Dal
modesto punto di vista del sottoscritto, laureato in diritto, risulta
poi alquanto problematico procedere ad una contravvenzione per deposito
abusivo di rifiuti davanti all’ecocentro basandosi unicamente sulle
immagini della videosorveglianza: ritengo molto probabile che un
eventuale ricorrente si vedrebbe dar ragione poiché le prove della sua
colpevolezza sono state raccolte in maniera illegale! Trovo perciò
preoccupante sapere che il Municipio si arroghi il diritto di riattivare
la videosorveglianza (“con o senza base legale”) in caso di aumento
delle infrazioni, dimostrando spregio totale verso la legislazione
cantonale e federale in vigore. Non è quindi chiaro come si faccia ad
essere certi che la videosorveglianza sia ora effettivamente
disattivata. Non è con queste minacce che si ottengono risultati, bensì
con l’introduzione rapida di un regolamento. Minacce che peraltro sono
completamente infondate, in quanto la nostra interrogazione non
contestava affatto il sistema della videosorveglianza e ciò era ben
specificato fin dal primo paragrafo (“un principio senz’altro condivisibile”).
L’unica
volontà alla base del nostro atto è quella di rispettare la legge ed è
sorta unicamente pochi mesi fa, dopo la lettura da parte del
sottoscritto di un articolo di giornale in merito alla tematica. Prima
effettivamente nessuno di noi aveva mai rilevato il problema.
L’interrogazione era quindi una delle possibilità di risolvere il
problema nell’interesse di ogni cittadino offerteci in quanto
consiglieri comunali; se ciò dà fastidio al Municipio lo si dica
chiaramente.
Concludo
rinnovando l’auspicio di una rapida introduzione di un regolamento
sulla videosorveglianza, purché equilibrato, rispettoso dei diritti del
cittadino e conforme al principio di proporzionalità. In caso contrario,
sarà mia premura ricontattare gli Enti locali, perché più che la
necessità di controllare il cittadino, vi è la necessità di controllare
l’agire del Municipio.
Con i migliori saluti.
Luca Paltenghi
Capogruppo Lega-UDC-Ind.
Primo firmatario dell’interrogazione
Cpc:
Dr. Michele Albertini, Incaricato cantonale della protezione dei dati, Bellinzona
Sezione Enti locali, Bellinzona
domenica 5 gennaio 2014
Interrogazione - Trasparenza sulle commesse pubbliche!
Magliaso, 5 gennaio 2014
Premessa
La
Legge sulle commesse pubbliche del 20 febbraio 2001 (LCPubb) impone
espressamente all'art. 7 cpv. 3 che Cantone, comuni e altri enti debbano
pubblicare annualmente la lista delle commesse pubbliche aggiudicate a
invito o a incarico per importi superiori a CHF 5'000.--. Nelle commesse
pubbliche rientrano le commesse edili, le commesse di fornitura e le
commesse di servizio. Dal momento della pubblicazione, la lista sottosta
alla Legge sull'informazione e la trasparenza del 15 marzo 2011 (LIT) e
dev'essere messa a disposizione del cittadino in qualsiasi momento.
In seguito ai noti fatti di Locarno, città in cui da anni non viene pubblicata la lista delle commesse pubbliche, il quotidiano La Regione
ha svolto un'interessante indagine, pubblicata il 12 dicembre 2013, da
cui appare che nei 28 comuni analizzati l'applicazione della Legge a 13
anni dalla sua entrata in vigore non è uniforme, nonostante la Sezione
degli enti locali abbia fatto diverse circolari in merito e metta a
disposizione un programma informatico in cui inserire facilmente i dati,
oltre al nuovo manuale per la gestione della qualità nel Comune. Alcuni
comuni hanno inviato la lista delle commesse pubbliche per email o per
posta, altri hanno invitato a consultarla presso la Cancelleria, altri
hanno chiesto di compilare un formulario per la richiesta fuori dal
periodo di pubblicazione, mentre c'è chi ha negato l'accesso alla lista
fuori dal periodo di pubblicazione oppure non ne dispone per presunti
problemi tecnici o ritardi, nonostante i conti dell'anno precedente
fossero chiusi da tempo. Dal servizio, e non è una novità, emergono
anche considerazioni su appalti dati dietro pressione politica, dove le
amicizie e il colore politico prevalgono sull'etica. In questo senso, la
LCPubb funge da controllo sociale e impone all'autorità di mostrare
come spende i soldi dei contribuenti.
Rispondendo
ad un'interpellanza del nostro Gruppo in merito ad una maggiore
trasparenza sull'attività comunale ed alla pubblicazione della lista
delle commesse pubbliche, il 4 febbraio 2013 il Municipio di Magliaso
indicava che "la stessa sarà sicuramente pubblicata agli albi e nel
sito, nella misura in cui nel corso dell'anno si registrano [sic!]
delibere di commesse aggiudicate a invito o incarico diretto con importi
superiori a fr. 5'000.00".
Alla
luce di questa premessa, avvalendoci della facoltà data dagli art. 65
LOC e 27 ROC, sottoponiamo al lodevole Municipio la seguente
Interrogazione
-
Dall'introduzione della LCPubb la lista delle commesse pubbliche aggiudicate a invito o a incarico per importi superiori a CHF 5'000.-- è stata pubblicata annualmente? Se no, per quale motivo?
-
Non risulta agli scriventi che dopo la risposta del 4 febbraio 2013 il Municipio abbia pubblicato la lista per il 2012 delle commesse pubbliche secondo l'art. 7 cpv. 3 LCPubb. Non ve ne sono state? Non ritiene che in tal caso avrebbe comunque dovuto darne comunicazione agli albi e sul sito, nel pieno rispetto del principio della trasparenza?
-
Nel corso del 2012, quante commesse sono state messe a concorso con procedura libera o selettiva? Quante con procedura ad invito? Quante per incarico diretto?
-
In caso di commesse aggiudicate con procedura ad invito o incarico diretto, può farne la lista esaustiva quanto a tipo di lavori, importi e beneficiari?
-
Come intende procedere alla pubblicazione della lista per gli anni a venire?
Grazie per la collaborazione e cordiali saluti.
Per il Gruppo Lega-UDC-Ind.
Luca Paltenghi
Daniele Bernasconi Marco Burkhard Paola De Gaudenzi
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